Esperienze illustrate

BILANCI RITARDATARI E (POCHI MA) BUONI PROPOSITI

Lo so, sono in ritardo e non ho scuse che reggano: sì ci sono i bambini, l’influenza, gli ospiti delle feste di Natale… ma la verità è che avevo bisogno di meditare.

Il 2016 è stato un anno difficile per tanti motivi: a febbraio è morta una persona alla quale ero legata da un amore viscerale e, soltanto adesso che è trascorso quasi un anno, sto imparando a convivere con questo dolore.

Dicevo, il 2016 è stato un anno faticoso in cui ho messo in discussione alcune delle mie certezze: dopo 12 anni di lavoro sono rimasta per la prima volta a casa con la testa piena di idee e la frustrazione di non poterle realizzare. Inoltre ho chiuso una situazione lavorativa in cui da tempo avevo investito sacrifici in cambio di promesse, perdendo la vicinanza di alcune persone che consideravo la mia seconda famiglia.

La mia famiglia, invece, quella vera ha subìto un inaspettato contraccolpo: ho imparato che anche i punti di riferimento più saldi possono franare imprevedibilmente e che l’amore è sempre una scelta, un pungente tafferuglio quotidiano in cui fabbrichi ponti, smantelli muri e talvolta assembli impalcature di sostegno. Soprattutto quando c’è qualche incertezza economica o quando la salute ciondola tra un malessere tangibile e un turbamento fittizio, l’amore non basta e non è mai scontato.

Eppure nei tanti giorni in cui ho sofferto di immobilità, ho scovato quella tenacia e quella risolutezza che poltrivano nell’angolo comodo del mio cuore e mi sono finalmente sbilanciata verso la “modalità araba fenice”, perfezionando la promessa di diventare ciò che desidero essere.

Ancora una volta ho scorciato le maniche ed ho cominciato a far accadere cose belle, confidando nella fortuna che premia gli audaci.

Allora bisogna approfittare di questa “testa ben fatta” e cominciare a proporsi nuovi obiettivi, scomporli in azioni e pianificare i tempi con agenda alla mano. La prima cosa da fare è scegliere con accuratezza la parola-guida del 2017, il valore che mi scorterà nei prossimi mesi e che dovrò alimentare come un albero da frutto.

Avevo pensato a parole come resilienza, crescita, concretezza, impegno, ma riflettendo a lungo sui miei punti di forza e sui miei errori, mi sono decisa a marchiare la prima pagina di questo nuovo anno con l’abilità che più di ogni altra devo nutrire – rullo di tamburi – la COSTANZA.

La mia parola dell'anno è costanza - La gatta Buia Laboratorio Condiviso ©Ines Tedesco

Allora augurami buona fortuna e soprattutto una maggiore consapevolezza nel perseguire i miei buoni propositi: prendermi cura di me e coltivare i miei piccoli talenti, che possano sostenere la fatica di aver intrapreso la strada giusta.

E tu hai scelto la tua parola dell’anno? Se ti interessa l’argomento ti suggerisco il blog di Ilaria Ruggeri, lei si definisce una personal musa, e scrive post costellati di ispirazione e scintille propositive.

Spero che le mie confidenze non ti abbiano annoiato e che vorrai condividere con me i tuoi buoni propositi per il 2017.

Ti auguro sogni premonitori ed inaspettate avventure, Ines

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